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Bestie umane statunitensi del '900


Game Safari in Africa
Game Safari in Africa
Una panoramica dell’esecuzione di Topsy
Una panoramica dell’esecuzione di Topsy

 

La Storia di Topsy: l’elefante giustiziato dal boia Thomas Edison durante la “Guerra delle Correnti”

 

Il barbaro Thomas Alva Edison, la bestia umana del primo novecento, non fu l'inventore della "lampada a incandescenza" dato che altri, come Heinrich Göbel e Alessandro Cruto nel 1880, l'avevano preceduto. Non fu neppure l'inventore della "sedia elettrica", in realtà la sedia fu soprattutto opera di pochi suoi dipendenti, in particolare di Harold P. Brown.
Ma Edison fu certamente il fautore di molte esecuzioni di animali, soprattutto gatti e cani randagi, affinché gli articoli che la stampa pubblicava diffondessero la convinzione che il suo sistema a corrente continua (DC) era più sicuro del sistema a corrente alternata (AC).
La serie di esecuzioni ebbe il suo culmine con l'uccisione mediante folgorazione dell'elefantessa Topsy.

Durante quella che fu definita la “Guerra delle Correnti“, la competizione commerciale fra la corrente continua promossa da Edison e la corrente di tipo alternato, commercializzata da George Westinghouse e basata sulle invenzioni di Tesla e Galileo Ferraris, Edison era alla disperata ricerca di un sistema per dimostrare quanto la corrente alternata fosse poco sicura e addirittura mortale, al contrario della corrente continua che è assai meno dannosa per il corpo umano.
La disputa fu vinta in pochi anni da Westinghouse, per gli indiscutibili vantaggi legati al trasporto della corrente alternata rispetto ai costi di trasporto di quella continua. Nel 1903, quando ancora Edison nutriva alcune speranze riguardo al contenimento della perdita di quote di mercato in favore di Westinghouse, organizzò una terrificante esecuzione, uno spettacolo in perfetto stile “Americano” che fece discutere tutto il paese.

Topsy, un elefante indiano appartenente al circo Forepaugh, fu promosso come il primo elefante nato negli USA. L’animale veniva considerato turbolento, ed aveva causato la morte di tre persone durante i suoi 28 anni di vita. Come per il caso di Murderous Mary (vedi qui sotto), l’elefantessa impiccata per omicidio, era ovviamente l’impreparazione dei dipendenti assunti dei circhi a causare la morte degli stessi.
L’elefante fu quindi destinato all'esecuzione, il 4 gennaio del 1903, mediante impiccagione. Le prime associazioni animaliste si opposero al metodo di esecuzione, ritenuto troppo barbaro, ed Edison colse la palla al balzo per dimostrare, ancora una volta, quanto la corrente alternata fosse pericolosa per le persone e gli esseri viventi in genere. L’elefante fu quindi portato al Luna Park di Coney Island, collegato ad una scarica di 6.600 Volt per 10 secondi, e ucciso con una morte più rapida dell’impiccagione ma non certo meno dolorosa.
Tutta l’esecuzione venne ripresa dall'azienda dello stesso Edison, che realizzò il filmato “Electrocuting an Elephant“, girato probabilmente da Edwin S. Porter o Jacob Blair Smith. Nel video si vedono le 1.500 persone sopraggiunte per “ammirare” l’esecuzione e la triste morte dello splendido animale, paralizzato dalla forza mortale della corrente e poi trascinato a terra dal proprio peso morto.

Il filmato e la storia stessa di Topsy rimasero quasi sconosciuti per circa 70 anni, una vergogna (delle tante simili) per gli statunitensi e per la stessa fama di Edison, che fu inizialmente indicato quasi come un eroe nazionale positivo, per poi esser decisamente rivalutato sia come inventore che come persona, non certo geniale e senza macchia come veniva definito dalle cronache dell’epoca.

La scena si apre con il custode che conduce Topsy sul luogo dell'esecuzione. Dopo che le piastre di rame e gli elettrodi sono stati fissati ai suoi piedi, viene applicata una scarica elettrica di 6,600 volt. Si vede che l'elefante si irrigidisce, lanciando il suo tronco nell'aria, e poi è completamente avvolto dal fumo degli elettrodi in fiamme. La corrente viene interrotta e l'animale cade in avanti a terra morto.


L'esecuzione dell'elefantessa Mary
L'esecuzione dell'elefantessa Mary

 

Il triste caso di Murderous Mary: l’elefantessa impiccata per omicidio

 

Mary era un’elefantessa asiatica di 22 anni circa dal peso di cinque tonnellate, passata alla storia come “Murderous Mary“, Mary l’omicida, prigioniera nel circo “Sparks World Famous Shows“. Nel 1916 uccise uno dei suoi custodi a Kingsport, nel Tennessee, “reato” per la quale venne incredibilmente impiccata.

L’11 settembre del 1916 un vagabondo di nome Walter Eldridge, soprannominato Red a causa dei suoi capelli color ruggine, fu assunto come assistente addestratore di elefanti nel circo. Il vagabondo era con gli animali da solo un giorno, senza alcuna esperienza di addestramento, ma gli venne dato il “bastone dell’elefante”, una canna con una punta affilata alla sua estremità. Durante la parata pubblicitaria del circo che si stava svolgendo a Sullivan County, in Tennessee, Eldridge guidava i pachidermi a cavallo di Mary. L’elefantessa era la star dello show, quando improvvisamente accadde la tragedia.
W.H. Coleman, uno dei testimoni, racconta che Eldridge pungolò Mary dietro l’orecchio quando questa si fermò per raccogliere una scorza di melone con la proboscide. L’elefante afferrò Red con la proboscide e lo scagliò contro uno stand di bibite, raggiungendolo e uccidendolo schiacciandogli la testa.
Mentre gli spettatori terrorizzati fuggivano in preda al panico, un fabbro del luogo sparò cinque colpi contro il pachiderma, senza sortire alcun effetto. L’elefante si immobilizzò, tornò calmo e docile, come non fosse successo niente. Probabilmente, l’aver ucciso l’uomo non l’aveva per nulla turbata, così come i proiettili non le fecero praticamente nulla vista la spessa epidermide degli elefanti.

Un altro racconto, fornito da un giornalista del Johnson City Staff, narrò che “Lo sollevò a 10 piedi di altezza, poi lo scaraventò a terra, e con tutta la sua furia bestiale lo trapassò con le gigantesche zanne. L’animale calpestò poi Eldridge, come cercasse un trionfo da assassina, e poi con un’improvvisa oscillazione della zampa scaraventò il corpo esanime sulla folla“. Le femmine degli elefanti indiani non hanno solitamente le zanne, o sono comunque cortissime. Mary era una di quelle che non le aveva completamente.

In questi casi, che non erano rari vista l’inesperienza e la totale impreparazione del personale assunto dagli impresari circensi, l’animale veniva venduto a un altro circo, cambiandogli nome. Charlie Sparks decise però altrimenti. Terrorizzato dalla possibilità che Murderous Mary potesse fare cattiva pubblicità al carrozzone, decise di impiccarla pubblicamente, rendendo gli abitanti di Erwin, in Tennessee, spettatori di un rituale privo di alcun senso se non quello del marketing per il circo.

Murderous Mary 1916
Murderous Mary 1916

 

Il 13 settembre 1916 Mary, altri quattro elefanti e approssimativamente 2.500 persone si trovarono nella ferrovia di Clinchfield, dove era stata sistemata una gru per eseguire il macabro rituale. L’animale venne appeso per il collo una prima volta, ma la catena si spezzò, facendo cadere la povera Mary a terra, che si fratturò l’anca. Temendo che Mary potesse scappare le era infatti stata legata una zampa, dimenticando poi di liberarla al momento del sollevamento.

L’animale rimase calmo, e consentì ai suoi aguzzini di appenderla una seconda volta.

Fra le grida di gioia della folla e i grugniti del povero animale il rituale ebbe successo, uccidendo “Mary l’omicida” per soffocamento.

Alla fine tutto tacque e Mary rimane appesa per mezz’ora, sino a che un veterinario del posto non la dichiarò morta. Il suo corpo venne fotografato in un’immagine surreale del quale si dubitò dell’autenticità, ma altre fotografie dell’epoca mostrano come la foto fosse invece autentica.


Theodore Roosevelt. Questo sacco di merda è stato il 26º presidente degli Stati Uniti e ha ricevuto il Premio Nobel per la pace! Paradossalmente definito dagli Americani il "grande nostro presidente ambientalista" !!!
Theodore Roosevelt. Questo sacco di merda è stato il 26º presidente degli Stati Uniti e ha ricevuto il Premio Nobel per la pace! Paradossalmente definito dagli Americani il "grande nostro presidente ambientalista" !!!

 

Il più grande massacro di animali operato da un "sacco di merda ambientalista" nell'Africa orientale

 

Lo scandalo e l'indignazione per Walter Palmer, dentista del Minnesota e Luciano Ponzetto, veterinario italiano, unitamente alle loro "imprese" (Vedi: Uccidere animali o bestie umane?), non devono farci dimenticare che fino a pochi anni fa la caccia grossa e il safari armato di fucile e non di macchina fotografica erano sport di gran moda specialmente tra teste coronate, celebrità e anche uomini di scienza. Tanto di gran moda da ispirare negli anni '60 e '70 un vero e proprio stile di abbigliamento.
La passione per la caccia dei regnanti inglesi è nota e nell'ultimo secolo quella per il safari nelle terre dell'Impero è stata tramandata da Giorgio V a Edoardo VIII fino a Elisabetta II. Passione condivisa con la regina del Nepal Ratna Rajya Lakshmi Devi, grande cacciatrice di tigri cosiddette "mangiatrici di uomini".
Non solo coronate sono le donne che si sono dedicate a questo "sport". Da ricordare anche Helen Lerner e la Baronessa Vendla von Langenn che amavano mettersi in posa con le loro prede.

Non c'è dubbio però che la caccia grossa sia stata considerata per tutto il novecento uno "sport" virile per eccellenza a cui si è dedicato con costanza lo scrittore americano Ernest Hemingway, noto anche come grande appassionato di pesca. Celebre organizzatore di safari in Kenya per ricchi occidentali fu Denys Finch Hatton, il presunto amante di Karen Blixen.

Come dimostrano alcune delle immagini sparse sul web, tra la fine dell'800 e gli inizi del '900, la caccia grossa in Africa orientale e in India era praticata anche da studiosi e per fini "scientifici": la raccolta di esemplari e campioni da esposizione per i musei naturalistici d'Europa e d'America.
Un caso di "conversione" a protettore degli animali è quello di Edward James Corbett, un leggendario cacciatore di tigri in India che in tarda età divenne fervente sostenitore della conservazione dell'habitat indiano e della sua fauna e contribuì a creare una riserva per la tigre del Bengala.

Ma in questa storia di cacciatori e prede, pochi ricordano che un presidente americano condivideva la stessa passione del dentista del Minnesota e del veterinario italiano. Theodore Roosevelt, 26° inquilino della Casa Bianca, nel marzo del 1909 (poco dopo aver lasciato la presidenza) ha ucciso il suo primo leone durante un safari in Africa accompagnato dal figlio Kermit.

Roosevelt e i suoi compagni, salpati da New York sul piroscafo di Amburgo il 23 marzo 1909, sbarcarono a Mombasa, nell'Africa orientale britannica (ora Kenya).
Costoro uccisero circa 11.397 animali tra cui 5.103 mammiferi. Una collezione separata è stata fatta di oggetti etnografici. Il materiale ha richiesto ben otto anni per la catalogazione. Gli animali più grandi uccisi da Theodore e Kermit Roosevelt sono elencati nelle pagine da 457 a 459 del suo libro "African Game Trails" : 17 leoni, 29 zebre, 27 gazzelle, 3 leopardi, 7 ghepardi, 9 iene, 2 struzzi, 8 ippopotami, 4 coccodrilli, 11 elefanti, 10 bufali, 11 rinoceronti neri (ora molto rari) e 9 rinoceronti bianchi. La maggior parte dei 469 mammiferi di grandi dimensioni uccisi non includeva 37 specie e sottospecie di antilopi. Omessi dall'elenco sono uno stuolo di altri uccelli.
La spedizione consumò 262 degli animali che erano tenuti a fornire carne fresca per il gran numero di facchini impiegati per servire la spedizione. Tonnellate di animali salati e le loro pelli furono spedite a Washington, D.C.
Per quanto riguarda il gran numero di animali uccisi, Roosevelt disse che il suo scopo era quello di raccogliere campioni per il nuovo Museo di Storia Naturale dello Smithsonian, ora conosciuto come il Museo Nazionale di Storia Naturale in Washington D.C., ed aggiunse: "Io posso essere condannato solo se l'esistenza del Museo Nazionale, il Museo Americano di Storia Naturale, e tutte le istituzioni zoologiche simili sono da condannare."

Il fottuto bastardo ex presidente americano, macellaio, vigliacco, con un misero cazzo flaccido e rotto in culo (non dalla "politica del grosso bastone", ma dalle "verghe nerborute" dei proto-umani negri), che ha ucciso centinaia di esemplari della fauna selvatica solo per divertimento, tentò di difendersi sottolineando, unitamente agli apologeti dei Roosevelts, che il numero delle specie animali uccisi fu molto modesta per gli standard del tempo: "Molti cacciatori bianchi di quel periodo, per esempio, come il "Karamoja" Bell, avevano ucciso oltre 1.000 elefanti ciascuno. Loro solo undici".
Nel fare questo confronto va ricordato che i cacciatori bianchi non stavano raccogliendo campioni per i musei, ma erano impiegati dai proprietari terrieri per ripulire gli animali dalla terra che volevano utilizzare per le piantagioni. Difficile discriminare quale sia la situazione più assurda oltre che sconcertante!

Questo enorme safari è stato effettivamente pubblicizzato come una missione di conservazione (Sic!), sebbene Roosevelt fosse molto orgoglioso nel descrivere il brivido della "caccia", nel suo libro scrive: "it made our veins thrill" ("ha fatto eccitare le nostre vene") e che poche "carriere" sono: "more adventurous" ("più avventurose"), riferendosi non a caso alla "cattura" fra le natiche delle "nodose proboscidi" dei nostri parenti più prossimi con 48 cromosomi. 

Paradossalmente è stato definito dai connazionali il "grande nostro presidente ambientalista"!

Veramente pazzesco il fatto che Theodore Roosevelt è passato alla storia, tra l'altro, per essersi rifiutato di sparare ad un orsetto durante una battuta di caccia sulle rive del Mississippi. Anche l'orso è passato alla storia perché da quel momento gli orsacchiotti di pelouche in America si chiamano "Teddy", in onore del presidente che ha risparmiato la vita di quel cucciolo.


Bestie umane britanniche del '900 ... ... e non solo!

Caccia grossa in Africa
Caccia grossa in Africa

 

Elenco dei più famosi cacciatori in Africa

 

Questa è una lista di famosi psicopatici che hanno guadagnato la fama in gran parte o esclusivamente a causa della caccia. Questa lista inquadra personaggi che hanno cacciato professionalmente a scopo di lucro, come passatempo primario per molti anni, e comprende brevi dettagli biografici in particolare per quanto riguarda la caccia, i metodi impiegati e le armi utilizzate, oltre ai loro scritti che abbondano di dettagli nauseabondi del massacro indiscriminato di animali selvatici.


Macellai che solo così riuscivano a raggiungere l'orgasmo.
Individui borderline, votati alla disobbedienza, in cui si riflettono i bisogni emotivi dell’infanzia non soddisfatti.

 

Bunny Allen
Yank Allen
Maggiore GH Anderson
William Charles Baldwin
Frederick Banks
WDM "Karamojo" Bell
Bror Blixen
Peter Capstick
Cigar
William Finaughty
Denys Finch-Hatton
Roualeyn Gordon-Cumming
Quentin Grogan
Sir William Cornwallis Harris
Henry Hartley
J.A. Hunter
Petrus Jacobs
Frederick Vaughan Kirby
Karl Larsen
Harry Manners
Bali Mauladad
Arthur H. Neumann
William Cotton Oswell
Pete Pearson
Philip Percival
Maggiore P.G.H. Powell-Cotton
Paul Rainey
Samaki Salmon
Frederick Selous
Sir Alfred Sharpe
Major C.H. Stigand
Jim Sutherland
Colonnello H.G.C. Swayne
John "Pondoro" Taylor

 

Alla predetta lista non vorrei mancare di aggiungere un milionario americano che divenne uno dei principali coloni in Kenya: William Northrup McMillan, uno dei "giganti" di quell'epoca e, non a caso, amico del presidente americano Theodore Roosevelt e del primo ministro britannico Sir Winston Churchill.
Come bestia umana fu uno spietato aguzzino, spregevole e disgustoso;
come cacciatore un macellaio, scarso tiratore ma vero e proprio eunuco, un vigliacco che uccideva, mai ad armi pari, solo per divertimento e denaro;
come agricoltore unicamente abile nell'opera di deforestazione;
e, se così si può dire, come allevatore, dando dimostrazione, oltre a tanta ignoranza, di essere mentalmente deviato: una delle molte iniziative senza successo fu, in particolare, il tentativo di addomesticare zebre!

Non va dimenticata, tra i "compagni di merende" alle feste orgiastiche nella Club House MacMillan, la presenza (oltre dei già nominati Theodore Roosevelt e Winston Churchill) del barone Bror von Blixen-Finecke e consorte, baronessa Karen Blixen, così come era già della "partita" il "grande cacciatore" inglese Denys Finch Hatton, laddove il grande fardello che l'uomo nero portava in mezzo alle gambe doveva soddisfare le voglie contro natura del padrone e dei suoi ospiti!

Elefanti africani
Elefanti africani

 

Bunny Allen
Frank Maurice "Bunny" Allen
(1906–2002) era una guida safari professionista in Kenya. Nato nel Buckinghamshire, da giovane Allen ha imparato a cacciare per gioco, guadagnandosi il soprannome di "Bunny" per la sua abilità nel catturare conigli nella foresta di Windsor. Nel 1927 Allen seguì i suoi due fratelli maggiori in Kenya. Trovò lavoro nella gestione di una fattoria per Mervyn Soames dove portava gli ospiti a sparare. La sua esperienza nel bush attirò il rispetto della gente del posto e l'attenzione di Bror von Blixen-Finecke e Denys Finch Hatton. Allen divenne presto uno dei tiratori di Finch Hatton nei safari, incluso quello del Principe di Galles del 1928. Arrivato al grado di capitano nel 6° Reggimento Reale Fucilieri in Africa durante la seconda guerra mondiale, dopo la guerra Allen iniziò la propria attività di safari e negli anni '50 era considerato il migliore e il più costoso operatore di safari in Kenya. Allen è stato anche regolarmente impiegato negli studi cinematografici durante le riprese in Africa, si dice che abbia avuto relazioni amorose con Grace Kelly e Ava Gardner. Allen ha utilizzato principalmente una doppietta .470 Nitro Express della John Rigby & Company per la caccia grossa.

 

Yank Allen
George "Yank" Allen
(1867-1924) era un cacciatore di leoni professionista americano nella Rhodesia del Nord e del Sud all'inizio del XX secolo. Allen era originariamente un cowboy texano che avrebbe lasciato gli Stati Uniti a causa di uno scontro a fuoco, viaggiando in Sud America prima di arrivare nell'Africa meridionale nel 1900. Rinomato come eccentrico, Allen era piuttosto sprezzante nei confronti dei leoni, chiamandoli "dawgs" (cagnacci) che non ruggivano ma "bawled" (piangevano). Allen ha integrato le sue entrate cacciando i leoni per la protezione del bestiame, facendo pagare £ 7 agli agricoltori per leone. Nel 1912 Allen divenne un cacciatore di leoni professionista quando l'impresa di bestiame della Rhodesia meridionale, Liebig, lo ingaggiò per proteggere la loro mandria di 20.000 capi, pagandogli £ 10 per leone più trasporto e manodopera. Allen cacciava sempre da solo, non fidandosi dei nativi, e i suoi fucili preferiti per la caccia al leone erano un Lee Enfield calibro .303 British di servizio e una doppietta .577 Black Powder Express. Al momento della sua morte, si dice che abbia ucciso circa 300 leoni, rendendolo secondo l'opinione di "Pondoro" Taylor uno dei cacciatori di leone di maggior successo di sempre.

 

Maggiore GH Anderson
Il maggiore Gordon H. "Andy" Anderson (1878–1946) era un soldato britannico, un cacciatore di elefanti e una guida di safari. Anderson iniziò la caccia alla grande selvaggina nel 1909 e la caccia agli elefanti nel 1912, dopo aver incontrato l'amico per tutta la vita Jim Sutherland. Nel corso della sua vita Anderson ha ucciso tra 350 e 400 elefanti, i suoi calibri preferiti per la caccia agli elefanti erano il .577 Nitro Express , il .470 Nitro Express e il .318 Westley Richards. Dal 1921 Anderson ha anche iniziato a lavorare come guida professionale di safari, tra i clienti più importanti spiccano il duca e la duchessa di York (in seguito re Giorgio VI e la regina Elisabetta, la regina madre) nel 1924 e (in collaborazione con Denys Finch Hatton) il principe di Galles (più tardi re Edoardo VIII) e suo fratello Principe Enrico, duca di Gloucester nel 1928. Nel 1934 Anderson fu uno dei membri fondatori dell'Associazione dei cacciatori professionisti dell'Africa orientale, nel 1946 scrisse la sua autobiografia, African Safaris, che fu pubblicata postuma.

 

William Charles Baldwin
William Charles Baldwin (1826–1903) era un cacciatore del 19° secolo in Sudafrica. Nato a Leyland, nel Lancashire. Fin dalla tenera età Baldwin aveva un innato amore per lo sport, i cani e i cavalli, dall'età di sei anni trascorreva due giorni alla settimana su un pony. Dopo la scuola Baldwin provò a fare l'impiegato in un ufficio di spedizioni e il contadino, ma nel 1851 impacchettò pistole, fucili, selle e sette segugi, acquistati dal guardacaccia di Earl Fitzwilliam e salpò per il Sudafrica per cacciare gli elefanti. Baldwin cacciava dallo Zululand allo Zambesi e ad ovest fino al lago Ngami, sostenendo di essere il secondo uomo bianco a fissare gli occhi sulle Cascate Vittoria nel 1860. Baldwin cacciava principalmente a cavallo con cani da caccia locali, i suoi segugi si erano dimostrati di scarsa utilità. Ritornò in Inghilterra nel 1861, senza mai tornare in Africa, nel 1863 pubblicò un memoriale di caccia africana: Da Natal allo Zambezi.

 

Frederick Banks
Frederick Grant "Deaf" Banks, detto "Sordo" (1875–1954) era stato commerciante, funzionario del governo, piantatore, cacciatore di elefanti e ranger in Uganda. Nato a Londra, ma cresciuto a Christchurch, in Nuova Zelanda, Banks andò in Africa nel 1896 all'età di 21 anni. Inizialmente lavorando con un commerciante costiero, Banks si trasferì in una piantagione di caffè e poi partì per un viaggio di ricerca in Congo prima di intraprendere la caccia grossa. Banks fece la maggior parte della sua caccia nel Protettorato dell'Uganda e nell'enclave di Lado e si dice che abbia ucciso oltre 1.000 elefanti nella sua vita, nonostante fosse quasi completamente sordo. Banks fece la maggior parte della sua caccia agli elefanti con un Mannlicher-Schönauer da 6,5 × 54 mm in aperta campagna e una doppietta Nitro Express .577 per la copertura.

 

WDM "Karamojo" Bell
Walter Dalrymple Maitland "Karamojo" Bell (1880-1954) fu uno scozzese, un soldato, un pilota di caccia, un avventuriero e un cacciatore di elefanti. Arrivando in Africa alla fine del 19° secolo, dal 1902 Bell andò a caccia di elefanti in Kenya, Uganda, Abissinia, Sudan, Lado Enclave (uno dei pochi a farlo legalmente), Costa d'Avorio francese, Liberia, Congo francese e il Congo belga. Durante la sua carriera di caccia, è diventato noto come "Karamojo" Bell (a volte detto Karamoja a causa dei suoi safari attraverso questa remota area selvaggia nel nord-est dell'Uganda). Bell ha sparato a 1.011 elefanti e numerosi altri animali tra cui 25 leoni, 16 leopardi, 4 rinoceronti bianchi, 67 rinoceronti neri e tra 600 e 700 bufali. Bell è stato un cacciatore che ha preferito cacciare con fucili con un calibro più piccolo rispetto alle doppiette di grosso calibro, circa 800 dei suoi elefanti sono stati uccisi con un .275 Rigby. Bell pubblicò due libri sul suo tempo in Africa, I vagabondaggi di un cacciatore di elefanti nel 1923 e il Safari di Karamojo nel 1949, insieme a numerosi articoli. Bell è considerato uno dei cacciatori di elefanti professionisti africani di maggior successo.

 

Bror Blixen
Il barone Bror Fredrik "Blix" von Blixen-Finecke (1886–1946) era un barone svedese, scrittore e guida professionista di safari. Blixen arrivò in Kenya nel 1913 con la sua nuova moglie, sua cugina di secondo grado Karen von Blixen-Finecke. Il matrimonio non durò, Blixen era un rinomato fannullone, e dopo la loro separazione nel 1922 fu costretto a fuggire dai suoi creditori e nascondersi nella boscaglia. L'amico intimo Sir Robert Coryndon intervenne e indirizzò alcuni amici a Blixen per fare un safari. Durante gli anni 1920 e 1930 guidò i safari in tutta l'Africa orientale con importanti clienti tra cui Edward, Prince of Wales ed Ernest Hemingway. Blixen tornò in Svezia nel 1938, dove morì otto anni dopo, all'età di 59 anni. Blixen cacciava molto spesso con una doppietta .600 Nitro Express della WW Jeffery & Co, nel 1937 pubblicò un'autobiografia in svedese, Cacciatore africano.

 

Peter Capstick
Peter Hathaway Capstick (1940–1996) era un cacciatore americano nato nel New Jersey. Dopo una breve carriera come agente di borsa di Wall Street, Capstick si recò in America Latina poco prima del suo trentesimo compleanno per diventare un cacciatore professionista. Dopo diversi anni tornato a New York organizzava professionalmente battute di caccia guidate. Durante il suo primo viaggio in Africa nel 1968, Capstick divenne un cacciatore professionista e un ranger in Zambia, Botswana e Rhodesia. Pubblicò articoli sulla caccia e l'avventura alla fine degli anni '60 e il suo primo libro Death in the Long Grass nel 1977, affermando la sua reputazione di scrittore.

 

Cigar
Cigar era un cacciatore di elefanti del XIX secolo nell'Africa meridionale. Originariamente un fantino a Grahamstown, Cigar cacciò per la prima volta un elefante per William Finaughty nel 1869, tenendosi metà dell'avorio. Finaughty dichiarò che Cigar era un eccellente tiratore, ma la sua paura degli elefanti gli impediva di avere successo in quel momento. Frederick Selous incontrò per la prima volta Cigar nel 1872 quando ormai aveva completamente superato la sua paura degli elefanti. All'epoca Cigar impiegava due cacciatori nativi e tre facchini; Selous ha descritto Cigar come un uomo attivo con una resistenza meravigliosa e un tiro molto buono che ha cacciato con un vecchio e pesante fucile ad avancarica calibro 6. Inizialmente Cigar cacciava gli elefanti con Finaughty a cavallo, ma quando Selous lo incontrò li cacciava a piedi a causa delle mosche tse-tse.

 

William Finaughty

William "Old Bill" Finaughty (1843-1917) era un cacciatore di elefanti del XIX secolo nell'Africa meridionale. Nato a Grahamstown (Sudafrica), nel 1864 all'età di 21 anni, Finaughty viaggiò a Matabeleland (una regione dello Zimbabwe) per commerciare; il capo Mzilikazi fu amichevole e assistette a una danza di 25.000 guerrieri. Sparando ai suoi primi elefanti in quel viaggio, dopo aver fatto ulteriori spedizioni nel 1865 e nel 1866, Finaughty decise di cacciare elefanti professionalmente nel 1867, cosa che fece fino al 1876. Finaughty ha fatto tutta la sua caccia a cavallo, principalmente con un fucile ad avancarica calibro 4, che sparava un proiettile da 4 once (_oltre 100 grammi) guidato da "una manciata di polvere", il cui rinculo gli lasciava la spalla nera e blu dopo una giornata di caccia agli elefanti e numerose volte lo buttava giù dalla sella. Durante una delle sue ultime battute di caccia, Finaughty usò un fucile a retrocarica "appena inventato" calibro 12, e il ricordo del suo rinculo gli fece ancora lacrimare gli occhi 30 anni dopo. Si ritiene che Finaughty abbia ucciso oltre 400 elefanti nella sua vita. Si ritirò dalla caccia agli elefanti quando la maggior parte di essi si trasferirono nelle regioni della mosca tse-tse, non volendo rischiare per se stesso o per i suoi cavalli. Nel 1913, l'americano G.L. Harrison intervistò Finaughty e al suo ritorno negli Stati Uniti pubblicò i ricordi di Finaughty in I ricordi di William Finaughty - cacciatore di elefanti 1864-1875.

 

Denys Finch-Hatton
L'onorevole Denys George Finch-Hatton (1887–1931) era uno sportivo nato in Inghilterra e una guida professionista di safari in Kenya nel 20° secolo. Terzo figlio di un conte , Finch Hatton è stato educato all'università di Eton e Oxford ed è arrivato in Kenya nel 1911. Inizialmente ha vissuto una vita nomade che includeva safari in tutto il Kenya e il Somaliland, durante i quali ha trascorso molto tempo a caccia. Nel 1925 Finch Hatton divenne una guida safari professionale, inizialmente conducendo una serie di safari con il veterano professionista J.A. Hunter. Gli ospiti più importanti di Finch Hatton furono il Principe di Galles (in seguito re Edoardo VIII) e suo fratello Principe Enrico, Duca di Gloucester nel 1928. Finch Hatton ha cacciato con un fucile dotato di alleggeritore di scatto e doppio grilletto Mannlicher-Schönauer 6,5 × 54 mm, un fucile bolt-action .350 Rigby usato, una doppietta Lancaster che aveva convertito da .450 No 2 Nitro Express a .450 Nitro Express, così era più facile procurarsi munizioni, e un fucile da caccia Army & Navy calibro 20. Finch Hatton rimane famoso come "presunto" amante di Karen Blixen, la cui relazione è descritta dettagliatamente, ma falsamente, nel suo libro di memorie Out of Africa, che ha scritto sotto lo pseudonimo di "Isak Dinesen". Leggi: Denys George Finch Hatton

 

Roualeyn Gordon-Cumming
Roualeyn George "The Lion Hunter" Gordon-Cumming (1820–1866) era un viaggiatore, sportivo, cacciatore e autore scozzese. Cresciuto nelle Highlands scozzesi, sin da giovane Gordon-Cumming si è distinto per la sua abilità nella caccia furtiva di cervi e nella pesca al salmone. Gordon-Cumming ha brevemente ricoperto incarichi presso l'East India Company e successivamente il Cape Mounted Rifles, dimettendosi da quest'ultimo dopo alcuni mesi per iniziare a cacciare in Africa. Tra il 1843 e il 1848 Gordon-Cumming cacciava principalmente in Bechuanaland (ora Botswana) e nella valle del fiume Limpopo, per lo più lo ha fatto a cavallo con l'assistenza di cani e sempre indossando un kilt, sia quando stava a cavallo che quando andava a piedi. Gordon-Cumming uccise numerosi animali tra cui leoni, leopardi, rinoceronti bianchi, rinoceronti neri, bufali, giraffe, varie antilopi, ippopotami e 105 elefanti, la sua arma preferita era un fucile calibro 10 realizzato da Dickson di Edimburgo, fino a quando non gli scoppiò tra le mani. Livingstone lo considerava "una specie di matto scozzese". Nel 1850 Gordon-Cumming pubblicò un resoconto del suo tempo in Africa, Cinque anni di vita di un cacciatore nell'estremo interno del Sudafrica. La sua collezione di trofei africani del peso di oltre 27,21 tonnellate fu mostrata alla Grande Esposizione di Londra nel 1851.

 

Quentin Grogan

Quentin Oliver Grogan (1883–1962) era un cacciatore di selvaggina di origine inglese in Africa orientale e il fratello minore di Ewart Grogan. Arrivato in Kenya nel 1905 per aiutare suo fratello negli affari, Grogan iniziò invece a cacciare gli elefanti. Cacciò in Kenya, Uganda e Congo Belga. Grogan fu uno dei quattro cacciatori a ricevere una licenza per cacciare nell'enclave di Lado, sebbene rimase lì per cacciare gli elefanti una volta scaduta la licenza. Nel 1909 Grogan guidò il safari di Theodore Roosevelt quando arrivò nell'enclave di Lado a caccia di rinoceronti bianchi. Grogan alla fine si stabilì in una fattoria a Turi nelle White Highlands nel 1915 e vi rimase fino al 1933 quando vendette e si trasferì in Sudafrica. Grogan ha ucciso tra 250 e 300 elefanti nella sua vita, ha provato vari fucili su elefanti tra cui un .256 Mannlicher, un .280 Ross e un .450 Nitro Express, infine privilegiando un .318 Westley Richards bolt-action e una doppietta .577 Nitro Express Westley Richards.

 

Sir William Cornwallis Harris

Il maggiore Sir William Cornwallis Harris (1807–1848) era un ingegnere militare inglese, artista, naturalista e cacciatore. Entrato a far parte della Honorable East India Company nel 1825, mentre in India cacciava tigri e antilopi indiane dalla schiena di un elefante e tentava di cacciare il leone nel Gujarat. Nel 1836, a seguito di problemi di salute, a Harris fu ordinato di riabilitarsi nell'Africa meridionale, dove fece un safari di cinque mesi dalla Cape Colony a Matabeleland. Durante quel viaggio Harris sparò a elefanti, quagga (zebre di pianura), giraffe, ippopotami, gnu, animali selvatici, impala, rinoceronti e waterbuck (cobo), l'avorio degli elefanti che uccise finanziò l'intera spedizione. Un naturalista, quando non cacciava Harris, trascorreva parte della giornata a disegnare abilmente animali e nativi africani, collezionava anche due teschi completi di ogni quadrupede trovato nell'Africa meridionale, insieme a uno scheletro completo e la pelle dell'antilope nera, che divenne nota come "Harris buck", questi resti furono successivamente esposti nel British Museum. Nel 1838 Harris pubblicò un resoconto del suo tempo nell'Africa meridionale, Gli sport selvaggi nell'Africa meridionale e nel 1840 pubblicò un volume di litografie, Ritratti degli animali selvatici dell'Africa meridionale.

 

Henry Hartley

Henry Hartley (1815-1876) era un contadino e cacciatore di elefanti in Sudafrica nel XIX secolo. Nato in Mansfield, Inghilterra nel 1815 arrivò in Sudafrica con la sua famiglia nel 1820 all'età di 4 anni, inizialmente si è formato come fabbro, ma negli anni '40 iniziò a coltivare vicino a Magaliesberg nel Transvaal. Dalla sua fattoria, "Thorndale", Hartley avrebbe fatto escursioni annuali a Matabeleland e successivamente a Mashonaland (Zimbabwe) per cacciare gli elefanti nella valle Zambezi. A Mzilikazi e Lobengula piaceva e si fidavano di lui, Mzilikazi lo chiamava "Custode degli elefanti del re". Si dice che Hartley abbia scoperto l'oro nelle Hartley Hills (in seguito così chiamate in suo onore) nel 1866 vicino a dove fece il suo accampamento annuale di caccia, guidando Karl Mauch l'anno successivo, che confermò la presenza dell'oro, il loro annuncio della scoperta portò alla corsa all'oro del Sudafrica. Nel 1869 Hartley scortò Thomas Baines in questi campi d'oro. Hartley ha fatto tutta la sua caccia a cavallo, si ritiene abbia abbattuto tra 1.000 e 1.200 elefanti nella sua vita, alla fine è morto per le ferite causate da un rinoceronte che gli crollò addosso dopo averlo ucciso.

 

JA Hunter

John Alexander "JA" Hunter (1887–1963) era un ufficiale scozzese, cacciatore di animali, guida di safari, autore e ambientalista. Trasferitosi in Kenya nel 1908, Hunter inizialmente ottenne lavoro come cacciatore di leoni per la ferrovia dell'Uganda e nei successivi 50 anni si guadagnò da vivere come cacciatore professionista, si ritiene che Hunter abbia ucciso oltre 1.400 elefanti nella sua vita. Per gran parte della sua carriera, Hunter fu un ufficiale di controllo della caccia del governo keniota. Tra il 1944 e il 1946 uccise oltre 1.000 rinoceronti per conto del governo nel distretto di Makueni, il governo desiderava liberare l'area della fauna selvatica per reinsediare il popolo Kamba, Hunter più tardi si è rammaricato della necessità del compito. Autore di numerosi libri, il suo lavoro del 1952, Hunter, fu selezionato, l'anno seguente, dal Club del Libro e fu largamente acquistato dalle biblioteche scolastiche di tutto il mondo di lingua inglese nella sua forma abbreviata African Hunter. Negli anni successivi Hunter si preoccupò del destino della caccia in Africa e sostenne la creazione di aree di protezione della fauna selvatica. Cacciò con un buon numero di fucili, arrivò in Kenya con il fucile Purdey di suo padre e un fucile .275 Rigby, mentre in seguito usò un .416 Rigby, un .500 Nitro Express e un fucile .505 Gibbs.

 

Petrus Jacobs

Petrus Jacobs era uno dei primi cacciatori di elefanti boeri in Sudafrica, descritto da Frederick Selous come "il cacciatore di elefanti più esperto in Sudafrica". Aveva oltre settantatré anni quando Selous lo incontrò, Jacobs doveva essere nato intorno al 1800. Si ritiene che Jacobs abbia ucciso tra i 400 e i 500 elefanti maschi adulti, principalmente da cavallo, ma anche a piedi durante la caccia nei paesi della mosca tse-tse. Si dice anche che Jacobs abbia ucciso oltre 100 leoni, Selous lo vide assalito da un leone a più di settantatré anni, e salvato dai suoi tre potenti cani che hanno attaccato i quarti posteriori del leone, in due mesi è stato in grado cavalcare di nuovo un cavallo.

 

Frederick Vaughan Kirby

Frederick Vaughan Kirby era un soldato, un viaggiatore, un cacciatore di selvaggina e un collezionista di esemplari di storia naturale. Nato in Irlanda, Kirby ha cacciato ampiamente in tutta l'Africa orientale portoghese e nel Transvaal orientale fino alla prima guerra anglo-boera, pubblicando due libri sulle sue esperienze di caccia, Nei ritrovi della selvaggina selvaggia nel 1896 e Sport nell'Africa centro-orientale nel 1899. Dopo il servizio nella guerra aglo-boera, Kirby fece domanda per lavorare nella Sabie Game Reserve ma divenne sovrintendente dei giardini zoologici del Transvaal Museum fino al 1907, nel 1908 si guadagnò da vivere vendendo uccelli e mammiferi a musei e collezionisti privati. Nel 1911 Kirby divenne il conservatore della caccia per Zululand ed è stato determinante nella proclamazione del uMkhuze Game Reserve prima del suo ritiro nel 1929. Nel corso della sua vita Kirby ha cacciato elefanti, rinoceronti, ippopotami, bufali, leoni, leopardi, giraffe, eland, kudu, antilopi nere, gnu, coccodrilli e numerosi altri piccoli animali. Kirby cacciava spesso con una doppietta Gibbs–Farquharson–Metford e una Gibbs–Metford, un .461 Gibbs , una doppietta calibro 12 Westley Richards e una doppietta a canna liscia calibro 10.

 

Karl Larsen

Karl Larsen era un cacciatore di elefanti danese che ha praticato la maggior parte della sua caccia nell'Africa orientale portoghese e nell'Africa occidentale portoghese all'inizio del XX secolo. Si ritiene che Larsen abbia sparato a oltre 300 elefanti nel 1909, e continuò a cacciare nell'Africa occidentale per altri 17 anni. Una delle armi preferite di Larsen per elefante era una .600 Nitro Express della WJ Jeffery & Co. Un incidente a carico di Larsen avvenne il 20 gennaio 1909, mentre si trovava sulle tracce di un adulto elefante maschio ferito nel distretto di Benguela, si imbatté in un branco di leoni, uccidendone sette in due minuti con nove colpi del suo Nitro Express .600.

 

Harry Manners

Harry Manners (1917–1997) era un cacciatore di elefanti sudafricano del XX secolo. Nato a Grootfontein (Namibia) da padre inglese e madre tedesca, Manners ha sparato al suo primo elefante a 17 anni usando un vecchio fucile Mauser da 10,75 x 68 mm. Nel 1937 Manners si trasferì nell'entroterra dell'Africa orientale portoghese per dedicarsi alla caccia agli elefanti, all'epoca non vi erano restrizioni di caccia, continuò a cacciare elefanti professionalmente (vendendo anche la carne) fino al 1953 quando la caccia commerciale all'avorio fu chiusa nell'Africa orientale portoghese. Manners ha ucciso circa 1.000 elefanti nella sua vita, il suo miglior esemplare aveva zanne che pesavano 185 e 183 libbre (84 e 83 kg), le quarte più grandi zanne africane mai registrate, ha stimato che ogni elefante che ha ucciso aveva zanne di 90-100 libbre (Da 41 a 45 kg), ed ha dovuto camminare per 160 km. Cacciava prevalentemente con un Winchester Model 70 con mirini in ferro e munizioni .375 H&H Magnum (pensava che un cannocchiale da puntamento aggiungesse peso inutile), anche se per un periodo in cui le munizioni .375 H&H furono improvvisamente non disponibili, ricorse a uno .30-06 Springfield, sebbene con esso uccise solo 40 elefanti. I Manners in seguito gestirono un negozio di curiosità nel campo di Skukuza nel Kruger National Park , dove era lui stesso un'attrazione turistica, nel 1980 pubblicò la sua autobiografia, Kambaku!.

 

Bali Mauladad

Muhammad Iqbal "Bali" Mauladad (1926-1970) era uno sportivo keniano e una guida di safari. Nato a Nairobi, il padre di Mauladad era un imprenditore edile milionario e inizialmente lavorò nell'azienda di famiglia, ma le sue passioni erano la caccia, il cricket e le corse automobilistiche. Mauladad andò per la prima volta ad un safari a 11 anni, a 17 anni iniziò a cacciare e decise di diventare una guida di safari professionista, lavorando prima per Safariland e poi Ker e Downey. Mauladad fu l'unico non bianco ad essere ammesso alla East African Professional Hunter's Association, tra i suoi notevoli clienti vi furono il re Mahendra del Nepal e Stavros Niarchos. Per la caccia grossa, Mauladad ha usato doppiette .470 Nitro Express e .475 Nitro Express insieme a un fucile .416 Rigby.

 

Arthur H. Neumann

Arthur Henry Neumann (1850–1907) era un esploratore inglese, cacciatore, soldato, scrittore e cacciatore di selvaggina. Arrivato in Sudafrica nel 1869, Neumann ricoprì vari incarichi fino al 1877 quando iniziò a cacciare professionalmente, cosa che, fatta eccezione per un breve periodo di servizio militare nel 1879 per la guerra anglo-zulu, rimase ininterrottamente fino al 1890 nel Transvaal e nello Swaziland e lungo i fiumi Limpopo e Sabie, sparando a gran parte dei giochi nell'Africa meridionale, ad eccezione dell'elefante. Nel 1890 entrò al servizio della Compagnia imperiale britannica dell'Africa orientale esplorando la ferrovia dell'Uganda, periodo durante il quale uccise il suo primo elefante. Nel 1893 Neumann partì per un viaggio di caccia e esplorazione di 3 anni in Africa orientale, tornando in Inghilterra per pubblicare Caccia agli elefanti nell'Africa orientale equatoriale nel 1897. Tra il 1899 e il 1902 Neumann partecipò alla seconda guerra boera, nel 1902 tornò in Africa orientale a caccia di elefanti ininterrottamente fino al 1906 quando tornò in Inghilterra, morendo l'anno successivo. Fu uno dei primi a cacciare elefante professionalmente in Africa orientale, ma non si sa quanti elefanti Neumann abbia ucciso nella sua vita, anche se si ritiene che superino i 300. Nella sua prima carriera, Neumann ha cacciato con una doppietta Black Powder Express da 0,577 e un .461 n. 1 Gibbs-Metford-Farquharson di George Gibbs di Bristol sia una doppietta calibro 10 di Holland & Holland. Quando il .303 britannico fu introdotto cacciò frequentemente con un fucile Lee-Metford e nel 1902 acquistò una doppietta .450 Nitro Express Rigby che era la sua preferito per l'elefante.

 

William Cotton Oswell

William Cotton Oswell (1818-1893) era un esploratore inglese del 19° secolo e un cacciatore di grossi animali. Nel 1837 Oswell entrò al servizio della British East India Company, mentre in India gli piaceva rincorrere la volpe con cani afghani, cacciare maiali e selvaggina, sparare al sambar indiano (un cervo dei boschi marrone scuro con corna ramificate, dell'Asia meridionale), al chital e all'orso labiato, anche se nel 1844 dopo aver sofferto gravemente di malaria fu mandato nella Colonia del Capo a riprendersi. Una volta che Oswell arrivò in Africa, la sua salute si riprese rapidamente e nei successivi 8 anni, tranne che per un breve periodo in Inghilterra e in India, trascorse il suo tempo a esplorare e cacciare. Nessuna fonte descrive la quantità totale di animali uccisi da Oswell, ma ha sparato a un gran numero di elefanti, rinoceronti, bufali, ippopotami, giraffe e quagga (zebra di pianura). Ogni animale ucciso da Oswell, ad eccezione di 3 elefanti, è stato successivamente completamente mangiato dai suoi seguaci del campo o da uomini delle tribù locali, una volta ha nutrito per 7 settimane 600 uomini, donne e bambini altamente emaciati della tribù Baka e li ha rimandati a casa con un abbondante approvvigionamento di carne. Secondo Sir Samuel Baker, Oswell "era un cavaliere di prim'ordine, e tutti i suoi tiri venivano dalla sella, o smontando per un tiro". Sparava sempre all'animale dalla distanza più vicina possibile, Oswell aveva cavalli che venivano uccisi da bufali e rinoceronti bianchi, e in un'occasione una leonessa atterrò sulla groppa del suo cavallo. Oswell fece quasi tutta la sua caccia con un fucile ad avancarica a doppia canna calibro 10 realizzato da Purdey che pesava 4,5 kg, appositamente progettato per sparare palle solide con 8,9-10,6 g. di polvere fine.

 

Pete Pearson

Peter C. "Pete" Pearson (1876–1929) era un ranger di gioco australiano e un cacciatore di elefanti. Nato a Melbourne, nel 1900 si offrì volontario come normale marinaio per raggiungere il Sudafrica per la guerra anglo-boera. Dopo la guerra, Pearson rimase in Africa e nel 1903 arrivò in Kenya per cacciare gli elefanti. Nel 1904 Pearson si trasferì nell'enclave di Lado per cacciare gli elefanti, tornando alla caccia autorizzata nel 1910 nel Congo belga e successivamente nell'Ubangi-Shari. Durante la Grande Guerra Pearson si arruolò nel dipartimento di intelligence, poi tornò a caccia in Tanganica. Nel 1924 Pearson entrò a far parte dell'Uganda Game Department come cacciatore di elefanti, controllando il numero di elefanti che causavano danni significativi alle colture. Nel 1924 Pearson accompagnò il safari per il duca e la duchessa di York (in seguito re Giorgio VI e la regina Elisabetta, la regina madre) come guida di caccia durante la loro visita in Uganda. Nel 1928 il Principe di Galles (in seguito re Edoardo VIII) viaggiò attraverso l'Africa orientale tra cui l'Uganda, Pearson fu incaricato di organizzare un safari di caccia e per 8 giorni il gruppo reale cacciava sotto la guida di Pearson. L'ultimo giorno del safari, un elefante maschio adulto "canaglia o ammodo" caricò il Royal Party e Pearson si posizionò tra il Principe e l'elefante, sparando con effetto letale. Si ritiene che Pearson abbia ucciso 2.000 elefanti nel corso della sua vita, ha usato un .350 Rigby, un Rigby Mauser .375 H&H Magnum, un WJ Jeffery & Co .404 Jeffery e un .577 Nitro Express.

 

Philip Percival

Philip Hope Percival (1886–1966) era un cacciatore professionista keniota di origini inglesi. Nel 1906, all'età di 21 anni Percival navigò in Kenya dopo essere stato attratto in Africa orientale dai racconti di suo fratello maggiore Blaney. Inizialmente Percival tentò varie attività agricole mentre cacciava ricreativamente con suo fratello e gli allevatori locali di struzzi Harold e Clifford Hill, principalmente sparando ai leoni, col tempo iniziò a parlare con i clienti durante le battute di caccia al leone. Nel 1909 Percival ricevette la sua grande occasione, fu invitato da Sir Alfred Pease ad assistere con una caccia al leone per Theodore Roosevelt e la spedizione africana Smithsonian-Rooseveltin, in seguito ha iniziato a guidare i safari di caccia a tempo pieno. Una delle prime guide professionali affermate, Percival divenne uno dei cacciatori più rispettati e più pagati del suo tempo, i suoi clienti includevano il barone Rothschild, il duca e la duchessa di Connaught, Gary Cooper, George Eastman e probabilmente il più famoso Ernest Hemingway, che ha usato Percival come fonte d'ispirazione per il personaggio 'Pop' in Green Hills of Africa. Conosciuto dai colleghi come "il decano dei cacciatori", Percival cacciava con un paio di .450 n. 2 fucili a doppia canna Nitro Express realizzati da Joseph Lang.

 

Major P.G.H. Powell-Cotton

Il maggiore Percy Horace Gordon Powell-Cotton (1866–1940) era un naturalista inglese, esploratore, collezionista di cacciatori e primo ambientalista. Intraprendendo la sua prima spedizione nel 1890, Powell-Cotton fece 28 spedizioni in un periodo di 50 anni in Africa e in Asia per raccogliere e classificare esemplari zoologici ed etnografici. Powell-Cotton era principalmente interessato a contribuire alla conoscenza scientifica attraverso la conservazione e la documentazione, non a raccogliere indiscriminatamente trofei, tornando con i loro resti in Gran Bretagna per essere montato dal famoso tassidermista londinese Rowland Ward. Il museo Powell-Cotton, costruito per ospitare i suoi esemplari, contiene oltre 16.000 scheletri e pelli di mammiferi ma comprende anche farfalle, insetti e uccelli. Tra i suoi esemplari più famosi c'era uno dei più grandi elefanti maschi (tuskers) mai uccisi: la coppia di zanne pesava 169 kg, 372 libbre, la zanna più grande era lunga 2,7 m, 9 pollici, 64 cm di diametro e pesava 198 libbre (90 kg). Powell-Cotton incallito cliente della WJ Jeffery & Co, ha cacciato con un fucile da caccia Jefferson Rook .255, un .256 Mannlicher con mirino telescopico, una doppietta Jeffery Nitro Express .400, una doppietta Nitro Express .600, un fucile da caccia Paradox (cioè in grado di sparare sia pallini che proiettili) calibro 12 e una doppietta calibro 8 a percussione del produttore, così come un fucile Paradox calibro 12 di Holland & Holland.

 

Paul Rainey

Paul James Rainey (1877–1923) era un uomo d'affari, filantropo, cacciatore e fotografo americano. Nel 1911 Rainey salpò da New York con un branco di 15 Southern American Foxhounds, dopo aver informato un corrispondente del New York Times che il suo "desiderio principale" era "intrappolare gli animali selvatici e riportarli in vita". Invece, si dice che Rainey abbia ucciso oltre 200 leoni usando questo branco. In un editoriale, il New York Times in seguito ha messo in dubbio la sportività di Rainey, equiparando la sua caccia al "lavoro da macellaio", John Guille Millaisha scritto "Il metodo di Paul Rainey di cacciare i leoni con un grande branco di cani da caccia non può certo entrare nella vera categoria della caccia al leone dove si corrono rischi. I cani, è vero, sono stati spesso uccisi o feriti". Ma come un amico che aveva preso parte della caccia ha osservato: "È proprio come la caccia ai topi e altrettanto pericolosa". Successivamente Rainey realizzò un film sulla natura della sua caccia in Africa, African Hunt di Paul Rainey, pubblicato nell'aprile del 1912, era il più grande film sulla fauna selvatica del decennio.

 

Samaki Salmon

Roy John Dugdale "Samaki" Salmon (1888–1952) era un guardiacaccia nato in Nuova Zelanda e ufficiale di controllo degli elefanti in Uganda. Arrivato in Africa nel 1911, Salmon divenne un coltivatore di caffè nel Protettorato dell'Uganda l'anno successivo, guadagnandosi la reputazione di abile cacciatore di elefanti uccidendo efficacemente 20 elefanti all'anno, come era permesso con una licenza di caccia agli elefanti da piantatore. Durante la prima guerra mondiale, Salmon prestò servizio nei King's African Rifles, ricevendo una croce al valor militare. Fu durante il suo servizio in tempo di guerra che Salmon ricevette il soprannome di "Samaki", in Swahili significa pesce, un nome che gli sarebbe rimasto per il resto della sua vita. Nel 1924, nel tentativo di combattere la distruzione di colture causata da elefanti che impedivano lo sviluppo dell'agricoltura, il governo ugandese creò il Dipartimento di caccia dell'Uganda e nominò Salmon come uno dei quattro guardiani del controllo degli elefanti bianchi, insieme a Deaf Banks e Pete Pearson. Nel corso delle sue funzioni, Salmon ha ucciso 4.000 elefanti, più di chiunque altro nella storia, ha usato prevalentemente una coppia di fucili .416 Rigby bolt-action, ma ha anche usato una doppietta Nitro Express .470 se cacciava in un fitto sottobosco. Nel 1930 Salmon fu nominato capo custode di caccia dell'Uganda, rimanendo in quella posizione fino al suo pensionamento nel 1949, durante quel periodo riuscì a estendere i confini dei parchi nazionali dell'Uganda e creare una serie di riserve di caccia aggiuntive.

 

Frederick Selous

Frederick Courtney Selous (1851-1917) era un cacciatore, esploratore, soldato e scrittore nato in Inghilterra. Selous arrivò in Sudafrica nel 1870 determinato a diventare un cacciatore di elefanti, caccia e commercia prevalentemente in Mashonaland e Matabeleland fino al 1881, conducendo successivamente numerose battute di caccia in Asia Minore, Wyoming, Transilvania, Canada, Sardegna, Kenya, Yukon, Norvegia e Sudan. Nel corso della sua vita Selous ha sparato a 106 elefanti, 177 bufali, 31 leoni, 23 rinoceronti bianchi, 28 rinoceronti neri, 67 giraffe e numerose antilopi in Africa. Inoltre, alci selvatici Selous, wapiti, caribù, lupo, lince, cervi e pronghorn in Nord America, cervi e capre selvatiche in Asia Minore e cervi, renne, camosci e mufloni in Europa. Selous era fornito con un gran numero di fucili britannici nella speranza della sua approvazione, ma fa menzione di 2 olandesi calibro 4 ad avancarica 2 fucili Roer che pesavano circa 16 libbre (7,3 kg) e spararono pallini da 4 once guidate da 16-18 grammi di polvere, un fucile a canna singola calibro 8, un fucile a canna singola calibro 10, un fucile calibro 10 ad avancarica a canna singola, parecchi proiettili calibro 10 con doppio caricatore, un doppio caricatore calibro 12 realizzato da WW Greener, almeno uno .6161 N. 1 Gibbs-Metford-Farquharson di Gibbs di Bristol (uno dei preferiti), un .450 Black Powder Express a canna singola di Henry di Edinburgo, un fucile Nitro Express .375 flangiato, un fucile britannico .303 Holland & Holland, un fucile britannico .303 Lee-Metford e un fucile .256 Mannlicher.

 

Sir Alfred Sharpe

Sir Alfred Sharpe (1853-1935) fu un avventuriero, piantatore, avvocato, cacciatore professionista e amministratore coloniale britannico a Nyasaland. Dopo essersi qualificato come avvocato Sharpe esercitò la professione legale a Lancaster per diversi anni fino al 1853, quando trasferì la sua famiglia alle Figi e divenne senza successo un piantatore di canna da zucchero, fungendo anche da magistrato locale. Nel 1887, all'età di 34 anni, arrivò nell'Africa centrale e trascorse i successivi due anni a caccia di elefanti in modo professionale, prevalentemente nella valle del Luangwa. Nel 1889, mentre cacciava nella bassa valle dello Shire River, Sharpe ebbe un incontro casuale con Harry Johnston che nominò immediatamente Sharpe come suo vice console. Nel 1897 Sharpe succedette a Johnston come console del Protettorato britannico per l'Africa centrale, in seguito diventò il primo governatore di Nyasaland fino al suo pensionamento nel 1910. Durante il servizio coloniale e dopo il suo pensionamento, Sharpe non perse mai il suo interesse per la caccia e ogni volta che se ne presentava l'occasione andava in lunghe spedizioni dall'Africa centrale verso il Congo, dall'Africa orientale alla Rhodesia, principalmente per cacciare gli elefanti, il grysbok di Sharpe , la greenbul di Sharpe e il suo vibratore di Sharpe prendono il nome da lui. Tra il 1887 e il 1892 Sharpe usò una doppietta calibro 8 e una calibro 4 a canna singola, mentre nel 1893 acquistò il suo primo fucile bolt-action, preferendo raddoppiare da quel momento in poi per la disponibilità di più di due colpi. Sharpe ha cacciato ampiamente con un .333 Jeffery e un .404 Jeffery, in una spedizione nel 1916 ha usato una doppietta Nitro Express .600 ma la scartò dopo un incidente che lo coinvolse con quattro elefanti, dopo aver sparato ai primi due fu caricato dagli animali rimanenti prima che avesse il tempo di ricaricare.

 

Major C.H. Stigand

Il maggiore Chauncey Hugh Stigand (1877-1919) era un soldato britannico, amministratore coloniale e cacciatore di selvaggina. Serve in Birmania , nel Somaliland britannico , nell'Africa orientale britannica e nel Sudan, Stigand era un appassionato cacciatore di grosse partite che correva rischi maggiori rispetto alla maggior parte dei cacciatori e spesso si avvicinava a essere ferito a morte. Stigand era annoiato nel petto da un rinoceronte, sbranato da un leone ferito che stava seguendo nel buio, zittito attraverso una gamba da un elefante che stava provando a scacciare da un giardino (senza un fucile) e fu bussato a il terreno da un altro elefante ferito che stava sopra di lui sanguinante mentre giaceva nascosto. Stigand una volta strisciò in una caverna dopo che un altro leone ferito che, fortunatamente per lui, era morto quando lo raggiunse. Stigand scrisse diversi libri tra cui Hunting the elephant in Africa e The game of British East Africa, usava di solito un .256 Mannlicher per elefanti, rinoceronti, leoni, bufali e per la selvaggina più piccola, usava anche un vecchia doppietta .450 Nitro Express che di solito portava con sé un portatore.

 

Jim Sutherland

James H. "Jim" Sutherland (1872–1932) era un soldato scozzese nato e un cacciatore di elefanti professionista. Arrivato in Africa nel 1896, dal 1902 Sutherland cacciava elefanti da professionista nell'Africa orientale portoghese, nell'Africa orientale tedesca , nel Congo belga, nel Congo francese e nell'Ubangi-Sciari. Nel corso della sua vita Sutherland ha sparato tra 1.300 e 1.600 elefanti. A differenza di "Karamojo" Bell, Sutherland preferiva i fucili di grosso calibro per la caccia agli elefanti e ai rinoceronti, il suo fucile preferito era una doppietta Droplock a innesco singolo Westley Richards in Nitro Express .577, usava anche un .318 Westley Richards bolt-action per il campo aperto in cui la preda era difficile da avvicinare ed era necessario sparare a distanza. Nel 1912 scrisse un resoconto delle sue imprese fino a quel momento, Le avventure di un cacciatore di elefanti, al suo ritorno a Londra nel 1913 fu considerato il "più grande cacciatore di elefanti del mondo". Sutherland è considerato uno dei cacciatori di elefanti professionisti africani di maggior successo.

 

Colonnello H.G.C. Swayne

Il colonnello Harald George Carlos Swayne (1860-1940) fu un soldato, un esploratore, un naturalista e un cacciatore britannico. Tra il 1884 e il 1897 Swayne cacciava mentre era in servizio attivo sia in Africa che in India, tra il 1898 e il 1927 compì circa 40 ulteriori viaggi finanziati privatamente in Africa e in Asia. Swayne ha sparato a numerosi grandi animali, tra cui elefanti, rinoceronti, leoni, tigri, leopardi e orsi, in più gli alcefali di Swayne e i Dik-dik di Swayne hanno entrambi il suo nome. Swayne cacciava con vari fucili, nei suoi primi anni la sua batteria consisteva in una doppietta a canna liscia calibro 4, una doppietta Paradox (cioè in grado di sparare sia pallini che proiettili) calibro 8 e una doppietta Black Powder Express .577, tutti prodotti da Holland & Holland, insieme a una pistola Lee – Metford , una Martini – Henry e una pistola calibro 12. Negli anni successivi usò anche una doppietta Nitro Express .500 / 450 di Holland & Holland. Ha scritto "Seventeen Trips through Somaliland" pubblicato da Rowland Ward nel 1903.

 

John "Pondoro" Taylor

John Howard "Pondoro" Taylor (1904-1969), l'uomo chiamato leone, "Pondoro", infatti, vuol dire leone nell'idioma Chinyungwe, una ligua Bantu del Mozambico parlata lungo il fiume Zambesi. Era un cacciatore di selvaggina di origine irlandese, bracconiere di elefanti e scrittore. Arrivato a Città del Capo nel 1920, Taylor ha cacciato elefanti in modo professionale, spesso illegalmente, per quasi 30 anni in Kenya, Tanganica e Africa orientale portoghese, nella sua carriera si ritiene che abbia sparato a oltre 1.000 elefanti. Taylor ha sperimentato ampiamente diversi tipi di fucili da caccia, cartucce e tipi di proiettile durante la sua carriera, i suoi libri "Fucili africani e cartucce" e "Fucili da caccia e caccia grossa" esplorano l'applicazione pratica della balistica dei proiettili, compresa l'articolazione del "Fattore KO di Taylor" per calcolare il valore"knock out" (un "knock out" significava che l'elefante era sufficientemente stordito dal colpo da non girarsi immediatamente verso il cacciatore) di cartucce e tipi di proiettili. Gli scritti di Taylor parlano anche di numerose cartucce americane, britanniche ed europee, nonché di azioni di fucili con note comparative su doppiette e fucili a colpo singolo. Nei suoi scritti Taylor esprime una preferenza per le doppiette e menziona in particolare il .275 No 2 Magnum, il .300 H&H Magnum, il .333 Jeffery, il .375 H & H Magnum, il .450 / 400 Nitro Express (sia le versioni 3 pollici e 3¼ pollici), il .416 Rigby, il .450 No 2 Nitro Express, il .500 / 465 Nitro Express, il .470 Nitro Express ed il .600 Nitro Express.

Vedi anche: Video Safari