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Istrice africano


L'Istrice africano e un suo predatore, il leopardo africano
L'Istrice africano e un suo predatore, il leopardo africano

 

L'Istrice africano (Hystrix africaeaustralis), noto anche come Porcospino del Vecchio Mondo, "Porcupine ya Kiafrika" in Swahili, African Porcupine in inglese, è un mammifero appartenente all'ordine dei roditori della famiglia degli Hystricidae, mentre i Porcospini del Nuovo Mondo appartengono alla famiglia degli Erethizontidae. Entrambe le famiglie appartengono all'infra-ordine dei Hramtricognathi.

I Porcospini del Vecchio Mondo vivono nel sud dell'Europa, in Asia (occidentale e del sud), e nella maggior parte dell'Africa. Sono grandi, terrestri e strettamente notturni. In termini tassonomici, formano la famiglia Hystricidae.
I Porcospini del Nuovo Mondo sono indigeni del Nord e Sud America vivono in aree boschive e possono arrampicarsi sugli alberi, dove alcune specie trascorrono l'intera vita. Sono meno strettamente notturni dei loro parenti del Vecchio Mondo e generalmente più piccoli. In termini tassonomici, formano la famiglia Erethizontidae.

L'Istrice africano, appartenente al genere Hystrix, ha un peso che può variare dai 20 ai 30 kg, una lunghezza corporea di circa 80 cm ed una altezza di 25 cm. Vive nelle foreste e nelle zone montuose e rocciose dell'Africa fino a 3.700 m. Si nutre di radici, corteccia, tuberi e bulbi ed occasionalmente di altri vegetali. Dopo un periodo di gestazione di circa 4 mesi, nascono solitamente da 1 a 2 cuccioli.
Il porcospino africano non è uno scalatore e foraggia sul terreno. È per lo più notturno, ma occasionalmente si ciba anche di giorno, mangiando corteccia, radici, frutti e bacche, così come i raccolti agricoli. I porcospini sono diventati una peste in Kenya e vengono mangiati come una prelibatezza.

L'Hystrix galeata è il più grosso roditore africano ed è dotato di robuste unghie sulle zampe anteriori che lo rendono un ottimo scavatore.
Il suo corpo è robusto e ricoperto da aculei che non sono altro che un insieme di peli uniti da una sostanza albuminoide chiamata cheratina. Questi sono molto appuntiti e pericolosi al punto di essere utilizzati come arma di difesa. Quando l'istrice, infatti, si sente minacciato, alza gli aculei a mo' di cresta e li fa vibrare in modo così irruento che alcuni di essi si staccano e con il forte movimento danno l'impressione di venire lanciati a metri di distanza.

Il comportamento difensivo in un porcospino dipende dalla vista, dall'odore e dal suono. Quando un porcospino è agitato o infastidito mette in atto quattro schemi principali che vanno dal meno al più aggressivo: l'erezione degli aculei, il rumore dei denti, l'emissione di odore e l'attacco. La colorazione di un porcospino aiuta in parte la sua difesa poiché la maggior parte dei predatori notturni sono daltonici. I segni distintivi di un porcospino sono bianco e nero. Il corpo scuro e i peli ruvidi del porcospino sono di un marrone scuro/nero e quando gli aculei sono sollevati, presenta una striscia bianca sul dorso simile all'aspetto di una puzzola che scoraggia i predatori. Insieme all'innalzamento degli aculei, i porcospini battono i loro denti causando rumori di avvertimento per far sapere ai predatori di non avvicinarsi. Gli incisivi vibrano l'uno contro l'altro, e questo comportamento è spesso associato al brivido del corpo che viene utilizzato per visualizzare ulteriormente gli aculei pericolosi. L'uso dell'odore avviene quando la vista e il suono hanno fallito. Un profumo invasivo viene prodotto dalla pelle sopra la coda nei momenti di stress, ed è spesso visto con l'erezione degli aculei. Se i processi di cui sopra falliscono, il porcospino attaccherà correndo di lato o all'indietro. La coda del porcospino è anche in grado di oscillare nella direzione del predatore. In caso di contatto, gli aculei possono conficcarsi nel predatore causando lesioni o morte.